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25/01/2015 Incontri 2014-2015

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Chi lo compone

Chi lo compone

Il gruppo famiglia è costituito da un piccolo numero di persone da 6 a 14, non necessariamente di sole coppie di sposi, ma può parteciparvi anche il singolo (perché non sempre entrambi sono sensibili al cammino), le persone vedove o separate.
 E’ importante la presenza del sacerdote, eventualmente la coppia pilota che aiuta il gruppo nella fase iniziale.
La coppia responsabile o animatrice
 La vita di un gruppo con persone adulte conosce stagioni di crescita, di difficoltà, di regressione; a volte ci sono persone che si allontanano, occorre sempre avere un atteggiamento di rispetto e di comprensione. E’ perciò molto importante che la vita del gruppo sia seguita e coltivata dalla coppia responsabile e dal sacerdote.
 All’interno di un gruppo un ruolo importante e delicato è affidato alla coppia  responsabile; essa ha il compito di aiutare il gruppo a crescere e realizzarsi.
 
 Ogni gruppo famiglia deve avere una coppia responsabile che si assumerà gli oneri che la conduzione di un gruppo comporta.
 La coppia responsabile non è una coppia eccezionale, dotata di doti particolari; il suo compito è quello di farsi carico della conduzione del gruppo, preparando il materiale necessario per ogni incontro, avvisando le altre coppie degli impegni comuni, facendosi presente presso quelle coppie che vivono momenti particolari di sofferenza e di disagio, rappresentando il gruppo nella parrocchia.
 Durante gli incontri la coppia responsabile è custode del tempo e del metodo di lavoro scelto, guida il gruppo con tatto, ma con fermezza, attraverso i vari momenti dell’incontro, intervenendo per fermare gli interventi troppo lunghi o per riportare la comunicazione sul tema proposto.
 E’ bene che la coppia responsabile scelta venga sostituita dopo due anni da un’altra coppia del gruppo. La rotazione è molto utile per fare in modo che ognuno esprima i propri talenti e ne assuma la responsabilità.
 
 
 La coppia responsabile:
· non deve accentrare in sé stessa tutti i servizi di cui ha bisogno il gruppo, ma neppure deve delegare il proprio, che è quello di coltivare il gruppo nel suo insieme, le relazioni dei membri tra loro e con il gruppo;
· mantenga i contatti personali e costanti con i vari componenti, interessandosi alle difficoltà e alle esigenze di ciascuno, stimolando la partecipazione e valorizzando ogni persona;
· sia attenta ai problemi che emergono nel gruppo, con attenzione agli scopi da raggiungere, agli argomenti da trattare, al metodo da utilizzare, mantenendosi nei tempi prefissati per sviluppare tutti i momenti della r.d.v., senza sacrificare il confronto con la Parola;
· favorisca nel gruppo occasioni di attività diverse in modo che tutti possano esprimere le loro qualità e che si mantengano vive le relazioni personali di tutti con tutti (qualche uscita, cena conviviale…); sia attenta ai bisogni e alle necessità delle altre famiglie;
· aiuti il gruppo a far memoria, ricordando che insieme si è scelto di fare un cammino di fede, soprattutto quando si è in difficoltà o si rischia di dimenticarlo;
· animi il gruppo con atteggiamento di ascolto, di  rispetto; è un modo per voler bene alle persone;
· partecipa agli incontri di collegamento a livello vicariale (l’intergruppo).
· animatori non si nasce, ma si impara con l’esperienza.....;


Il sacerdote nel gruppo famiglia
Il sacerdote sia aiutato a inserirsi nel gruppo famiglia in qualità di assistente. Ciò vuol dire che responsabile del gruppo è la coppia responsabile mentre il sacerdote l’affiancherà offrendo i carismi del suo ministero.
Garantirà per il gruppo la sana dottrina sia per quanto riguarda la fede che la morale.
Avrà cura della vita di comunione del gruppo e della sua collocazione nella comunità parrocchiale.
Aiuterà a cogliere la complementarietà dei due carismi: quello del celibato e quello del matrimonio ambedue dono dello Spirito per l’edificazione della Chiesa.

1. - Il sacerdote, con il ministero ricevuto dalla Chiesa, fa parte integrante dei gruppi famiglia sia come credente, che come amico e come fratello nell’esperienza di un cammino di fede.
- Il sacerdote aiuta ad accogliere e a vivere la Parola di Dio nella fedeltà al vangelo e al magistero della Chiesa; richiama, esorta e conduce alle sorgenti della Grazia e ai sacramenti.

2.   - Sia disponibile ad accogliere le varie situazioni familiari e pronto a guidare, in un cammino spirituale, le coppie che lo desiderano.
- Presti maggior attenzione alle coppie in difficoltà, o alle famiglie con particolari problemi.
 - Sia continuamente segno di comunione mediando, alla luce della Parola di Dio, il cammino dei gruppi famiglia, affinché si faccia esperienza di Chiesa in comunione con il vescovo, la parrocchia, il vicariato, la diocesi.
 - I gruppi famiglia siano aiutati dai presbiteri ad accogliere le varie situazioni sociali, per essere espressione di testimonianza caritativa dove maggiormente necessita.

3. - I sacerdoti dei gruppi famiglia possono dare, ma anche molto ricevere, dall’esperienza cristiana delle coppie scoprendo esempi coraggiosi che stimolano ad affrontare la vita.
 - Sarebbe auspicabile che i sacerdoti dei gruppi famiglia vivano esperienze comunitarie fra loro.
 - Si faccia continuamente riferimento al vicariato dove si «opera» accogliendo le proposte e le problematiche che possono emergere.
 - Il sacerdote che lavora con gli sposi e le famiglie deve essere convinto che il luogo normale dei laici non è la comunità cristiana, ma il mondo; aiuti i laici ad essere testimoni e missionari nella realtà della vita quotidiana: famiglia, lavoro, politica...., per essere sale della terra e luce del mondo.



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